Cosa è il maqui?

Il maqui (Aristotelia chilensis) è una piccola bacca viola scuro originaria delle regioni meridionali del Cile e dell’Argentina. Questo frutto cresce spontaneamente nelle zone della Patagonia ed è stato utilizzato per secoli dalle popolazioni Mapuche sia come alimento sia come rimedio tradizionale.

Negli ultimi anni il maqui ha attirato un crescente interesse nel campo della nutrizione e della ricerca biomedica per l’elevata concentrazione di polifenoli, in particolare antocianine, composti naturali responsabili della colorazione violacea di molti frutti.

Tra le molecole più studiate presenti nel maqui troviamo la delfinidina, una specifica antocianina che numerosi studi scientifici hanno associato a potenziali effetti antiossidanti, metabolici e cardiovascolari.

Grazie a questa composizione biochimica, il maqui è oggi oggetto di numerose ricerche pubblicate su riviste scientifiche internazionali e indicizzate nei principali database come PubMed.

Antocianine del maqui e attività antiossidante

Uno degli aspetti più studiati del maqui riguarda la sua elevata capacità antiossidante. Le antocianine presenti in questo frutto sono in grado di neutralizzare i radicali liberi, molecole altamente reattive che possono danneggiare strutture cellulari come lipidi, proteine e DNA.

Lo stress ossidativo è coinvolto in numerosi processi biologici legati all’invecchiamento e allo sviluppo di diverse patologie croniche.

Uno studio clinico intitolato “A Randomized Clinical Trial Evaluating the Efficacy of an Anthocyanin-Maqui Berry Extract (Delphinol®) on Oxidative Stress Biomarkers” (2015, primo autore Sergio Davinelli) ha valutato gli effetti di un estratto standardizzato di maqui ricco di antocianine. I risultati hanno evidenziato una riduzione significativa dei livelli di LDL ossidate (Ox-LDL) e di altri marcatori di stress ossidativo nei soggetti che avevano assunto l’estratto per quattro settimane.

L’ossidazione delle LDL rappresenta un passaggio chiave nello sviluppo dei processi aterosclerotici, per cui la riduzione di questi marcatori potrebbe contribuire alla protezione cardiovascolare. 

Maqui e salute cardiovascolare

Il sistema cardiovascolare è uno degli ambiti in cui i polifenoli alimentari vengono maggiormente studiati.

Le antocianine presenti nel maqui sembrano esercitare diversi effetti potenzialmente protettivi, tra cui:

  • miglioramento del profilo lipidico

  • riduzione dell’ossidazione delle lipoproteine

  • modulazione dei processi infiammatori

Uno studio clinico pubblicato con il titolo “Delphinol® standardized maqui berry extract significantly lowers blood glucose and improves blood lipid profile in prediabetic individuals in three-month clinical trial” (2016, primo autore Jorge Alvarado) ha mostrato che l’assunzione di un estratto standardizzato di maqui per tre mesi è stata associata a un aumento delle HDL e a una riduzione delle LDL nei partecipanti con alterazioni metaboliche.

Questi risultati suggeriscono che le antocianine del maqui possano contribuire alla regolazione del metabolismo lipidico, anche se sono necessari ulteriori studi su campioni più ampi per confermare tali effetti.

Effetti del maqui sulla glicemia e sulla risposta insulinica

Un altro ambito di ricerca molto attivo riguarda la possibile influenza delle antocianine del maqui sul metabolismo del glucosio.

Nel lavoro scientifico “Delphinidin-Rich Maqui Berry Extract Lowers Fasting and Postprandial Glycemia and Insulinemia in Prediabetic Individuals” (2016, primo autore Jorge Alvarado) i ricercatori hanno osservato che l’assunzione di un estratto ricco di delfinidina è stata associata a una riduzione della glicemia post-prandiale e dei livelli di insulina durante test metabolici controllati.

Secondo gli autori, questi effetti potrebbero essere legati a diversi meccanismi biologici, tra cui:

  • modulazione dei trasportatori intestinali del glucosio

  • miglioramento della sensibilità insulinica

  • regolazione degli ormoni incretinici coinvolti nel metabolismo dei carboidrati.

Queste osservazioni rendono il maqui un alimento di grande interesse nel contesto della ricerca nutrizionale sul controllo glicemico.

Azione su infiammazione e metabolismo

I polifenoli del maqui sembrano influenzare anche alcune vie metaboliche e infiammatorie.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Food & Function, intitolato “Effect of maqui berry extract consumption on postprandial responses in mice: actions on digestive enzymes and relevance of DPP-IV inhibition” (2026, primo autore Agustin Lucini Mas) ha evidenziato che l’estratto di maqui può modulare l’attività di diversi enzimi digestivi.

In particolare, i ricercatori hanno osservato un’inibizione di:

  • α-glucosidasi

  • lipasi

  • DPP-IV

Questi enzimi svolgono un ruolo nella digestione dei nutrienti e nella regolazione della glicemia post-prandiale. La loro modulazione potrebbe contribuire agli effetti metabolici osservati in alcuni studi clinici.

È tuttavia importante sottolineare che gran parte di queste evidenze deriva da studi sperimentali o modelli animali, e pertanto devono essere confermate da ulteriori ricerche sull’uomo.

Biodisponibilità delle antocianine del maqui

Un fattore essenziale per comprendere l’effetto dei composti bioattivi è la loro biodisponibilità, cioè la quantità che viene effettivamente assorbita dall’organismo.

Lo studio “Bioavailability Study of Maqui Berry Extract in Healthy Subjects” (2018, primo autore Christiane Schön) ha analizzato l’assorbimento delle antocianine del maqui in volontari sani.

I risultati hanno dimostrato che alcune molecole, come delphinidin-3-O-glucoside, possono essere rilevate nel plasma entro poche ore dall’assunzione, indicando che questi composti sono effettivamente assorbiti e metabolizzati dall’organismo umano.

Successivamente vengono trasformati in diversi metaboliti fenolici che potrebbero contribuire agli effetti biologici osservati.

Altri effetti in fase di studio

Oltre agli effetti metabolici e cardiovascolari, alcune ricerche stanno esplorando possibili applicazioni delle antocianine del maqui in altri ambiti biologici.

Uno studio pubblicato nel 2024 con il titolo “Delphinidins from Maqui Berry (Aristotelia chilensis) ameliorate the subcellular organelle damage induced by blue light exposure in murine photoreceptor-derived cells” (2024, primo autore Kanta Yamazaki) ha osservato che le delfinidine del maqui possono proteggere cellule retiniche dal danno ossidativo indotto dalla luce blu.

Si tratta di risultati preliminari ottenuti in modelli cellulari, ma che suggeriscono ulteriori possibili campi di ricerca.

Il maqui nella dieta

Dal punto di vista nutrizionale il maqui rappresenta una fonte concentrata di polifenoli e antocianine, composti ampiamente associati ai benefici di una dieta ricca di alimenti vegetali.

Tuttavia, come sottolineato dalla letteratura scientifica, nessun alimento può essere considerato un rimedio isolato. I benefici per la salute derivano soprattutto da modelli alimentari complessivi equilibrati, come quelli ricchi di frutta, verdura, legumi e cereali integrali.

Il maqui può quindi essere considerato un alimento interessante all’interno di un’alimentazione varia, ma non deve essere interpretato come un prodotto con effetti terapeutici autonomi.

Conclusioni

Il maqui è una bacca originaria del Sud America caratterizzata da un’elevata concentrazione di antocianine e delfinidina, composti bioattivi ampiamente studiati negli ultimi anni.

Le ricerche scientifiche suggeriscono possibili effetti:

  • antiossidanti

  • metabolici

  • cardiovascolari

  • di modulazione della glicemia e della risposta insulinica.

Nonostante i risultati promettenti, la letteratura scientifica evidenzia la necessità di ulteriori studi clinici di larga scala per definire con maggiore precisione il ruolo del maqui nella salute umana.